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Più di trentamila maschere Carnevale record a Varese PDF Stampa E-mail

Il cielo ha scherzato fino all'ultimo, ma alla fine non ha rovesciato pioggia sul Carnevale Bosino. Un'edizione fortunatissima, che ha richiamato in piazza qualcosa come 30mila mascherine, un pubblico ancor più nutrito di quello dello scorso anno. Grande successo per il tema proposto dalla diocesi: «Med in Italy, 150 anni di Bel Paese». L'oratorio della Brunella ha interpretato il tema in modo culinario, coniando il marchio «pasta Brunella». Sulla falsa riga, la comunità Don Gnocchi, ha imbastito una tavola danzante. Casbeno e San Vittore, con lo slogan, «l'Italia Unita è bella perché è varia», hanno fatto sfilare le regioni. Bodio ha portato in piazza «Metà da mila» garibaldini. Biumo Inferiore ha messo su un carro la palla di cannone. Alla fine un premio – il terzo per le castellanze - se lo è aggiudicato l'oratorio di San Fermo con un carro su cui troneggiava il Vesuvio eruttante coriandoli e che procedeva sulle note dell'inno d'Italia.

Davvero ingegnosi i papà dei bimbi di Caronno Varesino che, lavorando in 8, in 20 giorni, hanno creato un orso Yoghi gigantesco che muoveva corpo e testa. In piazza c'erano tutti gli «antenati» di Castronno, ribattezzato Castronrock.

Sul carro di Valle Olona, Gianfranco Gerosa, già conosciuto nei panni di Sant'Antonio al Falò, ha impersonato Lupin. Alla fine, tra i rioni ha trionfato Sant'Ambrogio con una parade satirica dedicata ai frontalieri. I topi italiani hanno così avuto la meglio sui cugini svizzeri, divorando tutto il loro formaggio (il Frontaler).

Ma veniamo ai vincitori assoluti. Il primo premio va al pluripremiato ciclope di Inarzo e al carro a due piani di Velate, ribattezzato «trans varesina express». Il tandem era ispirato al Bunga Bunga, con Berlusconi in prima fila e tutte le escort a seguito. Il carro, invece, era dedicato alle energie alternative. «Vogliamo essere gioiosamente polemici – ha spiegato Luca Broggini – le energie alternative che da un lato migliorano l'ambiente, dall'altro portano il genere umano a mutazione. Da qui la presenza di trans sul carro che, non a caso, si chiama “trans varesina express”». Molto più semplice la filosofia del secondo carro classificato, il «Paradì de Calcinà di Urigoni», con angeli a bordo e confessionale a seguito. Il terzo sul podio, ovvero il Saltri Wild West, era un vero e proprio classico, impreziosito da danze in puro stile country ballate anche da equini gonfiabili.

da www.laprovinciadivarese.it Adriana Morlacchi

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