Giulio Adamoli (1840-1926) PDF Stampa E-mail

GiulioAdamoliGiulio Adamoli nasce a Besozzo (Varese) il 29 febbraio 1840 da Domenico Adamoli.

Si iscrisse alla facoltà di Matematica dell’Università di Pavia, dove ebbe inizio la sua amicizia con la famiglia Cairoli, particolarmente con Benedetto, e le sue prime esperienze patriottiche.
Abbracciò la carriera delle armi, ma nel 1860, scontento della vita di caserma, si dimise e partì per la Sicilia con la spedizione Agnetta. A Palermo fu promosso luogotenente nella Brigata Türr. Finita l’impresa dei Mille, si dedicò alla sua professione di ingegnere. Fu con Garibaldi ad Aspromonte e poi prese parte alla guerra del 1866 distinguendosi per il suo valore.

Nel 1869-1870 viaggiò nel Turkestan (Siberia occidentale) per studiare i vari sistemi di allevamento dei bachi da seta e successivamente si aggregò a una spedizione militare che i Russi conducevano contro il Khan di Sciariscials.

Nel 1876 visitò, sotto gli auspici della Società Geografica Italiana, il Marocco e difese l’opportunità che l’Italia rivolgesse la sua attenzione verso quella regione. Qui studiò la situazione economica del Paese e valutò l’eventuale impianto di fattorie commerciali sulla costa atlantica. L’Adamoli fu fra i membri fondatori della Società d’Esplorazione Commerciale in Africa di Milano.

Nel 1884, di fronte alla difficile posizione finanziaria della Società, fu mobilitato dal comitato con alcuni deputati – tra gli altri il Canzi, il Brunialti e il Casati – perché presentassero un disegno di legge sui sussidi alle società geografiche. Ma, anche questo tentativo non ebbe seguito, nonostante l’Adamoli e il Merzario avessero perorato la causa della Società d’Esplorazione Commerciale in Africa e quella delle consorelle nella seduta parlamentare del 5 marzo 1884. Dalla relazione fatta all’assemblea generale dell’aprile 1886, tendente a mettere in risalto quanto erano aumentati i soci in quell’anno, si viene a sapere che al principio del 1885 erano rimasti 386 iscritti, di cui 43 si erano poi dimessi allo scadere del triennio. Perciò si deve dedurre che dei 279 nuovi soci (rispetto al 1882), ben 146 si iscrissero tra la fine del 1885 e il principio del 1886, forse grazie all’ascendente personale del nuovo presidente Porro e per interesse alla spedizione che egli stava iniziando nell’Harar. Le perdite della Società d’Esplorazione Commerciale in Africa erano state comunque molto gravi. Rimase la vecchia guardia di Erba, Pirelli, Camperio, Mylius, Brambilla, Villa Pernice, Canzi, Maccia, Pullé: tra i più attivi fondatori mancava solo Vittorio Ferri. Rimase anche Giulio Adamoli, socio della Società Geografica romana e deputato colonialista. L’Adamoli fu infatti consigliere della Società Geografica Italiana (1877-87, 1895-97, 1901-1904) e vice-presidente (1887-95), favorendo le spedizioni africane di Orazio Antinori, Romolo Gessi e Pellegrino Matteucci.

Dal 1907, per un ventennio, fu commissario della Cassa del debito pubblico in Egitto, favorendo gli interessi della colonia italiana e compiendo viaggi lungo il Nilo nel vicino Oriente. Si dedicò anche a studi di ingegneria portuale. Si stabilisce definitivamente al Cairo, dove vi morì il 25 dicembre 1926.

Le sue memorie di guerra coniugano la descrizione dei giorni di battaglia con la rievocazione degli aspetti più schiettamente umani della guerra, e rappresentano uno dei più notevoli contributi nella narrazione autobiografica garibaldina.